Abstract
L’opera di Marco Rasilio, medico e poeta di Foligno, attivo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, si segnala per la varietà di ispirazione, che oltre che nella poesia sacra e lirica, di stampo amoroso e cortigiano, si manifesta anche in alcune prove vicine alla letteratura popolare delle frottole e della parodia sacra. La tradizione dei testi consegnata ad alcuni testimoni manoscritti, ma soprattutto a stampa si caratterizza per un alto tasso di varietà: le sue opere compaiono infatti in raccolte antologiche, in sillogi
monoautoriali, in stampe sciolte “popolari”. Nella diffusione e nella fortuna di questi testi sembrano aver giocato un ruolo di primo piano alcuni editori, come Zoppino a Venezia e Nardi e Landi a Siena. La tradizione dei testi più ampi e narrativi, come le frottole e per certi aspetti la Predica d’Amore, è segnata inoltre dalla tendenza alla rielaborazione e alla variabilità, legata alla dimensione performativa e alla modalità di diffusione e copia, che spesso si traduceva in una riappropriazione del testo da parte di ogni fruitore.