Abstract
Il contributo riflette su alcuni aspetti dell’opera di Rasilio, e in particolare sulla sua capacità di conciliare diversi generi metrici e poetici. Punto di partenza è un testo poco letto e a lui esplicitamente attribuito, la Froctola recitata da vno giouano, el quale per troppo amore si fece heremita, di cui viene fornita un'edizione in trascrizione. La frottola unisce la dimensione narrativa e la messa in scena con alcuni generi tipici della lirica di tradizione cortigiana e della poesia a stampa, come il capitolo e l’epistola. L’indizio formale più eloquente di questa convergenza di tradizioni è la metrica, che si conferma uno strumento di analisi e di interpretazione essenziale in un contesto di testi festivi e di tradizioni a stampa articolate e “popolari”.