Abstract
L’articolo si riferisce a una ricerca svolta sugli altopiani guatemaltechi tra il 2009 e il 2010 in cui si evidenzia come un gruppo di donne dell’etnia Kaqchiquel abbia avuto accesso, grazie alla partecipazione a un’associazione di commercio equo-solidale inserita in un circuito internazionale, a una serie di pratiche che hanno favorito oltre a un miglioramento delle condizioni economiche innanzitutto una rinnovata percezione della propria soggettività e una nuova agentività all’interno del proprio ambiente socio-culturale. Alla condivisione del contesto si è sovrapposta quella di una nuova realtà data dall’attività associativa che attraverso le formazioni ha comportato un rinnovamento nelle vite delle artigiane che ruota intorno a un inedito discorso sui loro diritti.