Abstract
Un’ampia fascia del territorio di Seren del Grappa, piccolo comune montano delle prealpi venete ai piedi del Monte Grappa, compresa tra i 300 e i 600 metri s.l.m., è stato nel passato intensamente coltivato con vigneti tradizionali, oggi quasi del tutto abbandonati. Ciò ha comportato una perdita delle pratiche agricole tradizioni ed in generale un impoverimento della cultura locale, l’avanzamento del bosco, una significativa perdita di biodiversità e l’aggravarsi di un circolo vizioso che dagli anni successivi al secondo dopoguerra ha visto questa area montana marginale spopolarsi quasi completamente. All´interno di un percorso più ampio che aveva come obiettivo la rivitalizzazione socio-economica del territorio, è stato avviato un progetto sperimentale di reintroduzione della vite. Nel 2013 su un appezzamento di terra di circa 2 ettari, è stato messo a dimora un impianto di 500 barbatelle di ibridi resistenti, tecnica colturale innovativa e particolarmente adatta alla viticultura di montagna su terreni a forte pendenza. Il progetto è sostenuto dalla regione Veneto, realizzato grazie ad un gruppo di volontari facenti capo alla Fondazione Val di Seren onlus, e guidato dall’esperienza di una azienda agricola locale. Si tratta di un progetto di carattere fortemente sperimentale ed innovativo, primo in Europa, che potrebbe portare alla ricostruzione di un distretto vitivinicolo nel feltrino e alla creazione di un catalogo europeo sugli ibridi resistenti in aree montane. In futuro si prevede di estendere il progetto in altre aree della valle e di avviare altre sperimentazioni nel campo di uva da succo, piccoli frutti, nocciole, fagioli, frumento ed erbe officinali, stimolando l´imprenditoria locale e contribuendo quindi al processo di rivitalizzazione del territorio in corso.