Abstract
La differenziazione didattica è un modello che riunisce i tradizionali concetti di individualizzazione e personalizzazione e li applica all’intero gruppo classe. Il modello è stato sviluppato principalmente da autori nordamericani ma, di recente, è entrato a far parte del discorso pedagogico italiano come parte della didattica inclusiva. Il modello si basa sulla convinzione che una proposta didattica uniformante (obiettivi uguali per tutti, medesimi materiali, un’unica attività, etc.) non possa soddisfare le diverse caratteristiche e necessità degli alunni. Il presente contributo riprende le dimensioni fondamentali della differenziazione, articolate da Carol Ann Tomlinson (i contenuti, i processi e i prodotti), e tratteggia le principali tappe del ciclo di progettazione in ottica inclusiva. La riflessione si ricollega ai principi della didattica inclusiva ed esplora una possibile convergenza (e divergenza) tra queste due prospettive, in un delicato equilibrio tra la pluralità del gruppo classe e la specificità dell’individualizzazione e della personalizzazione rivolta al singolo.