Abstract
Il presente lavoro intende offrire un’analisi sintattica, semantica e pragmatica del sistema degli avverbi deittici spaziali nel ladino, più precisamente nella varietà parlata nell’alta Val Badia (badiotto), di cui ancora manca uno studio approfondito. Verranno prima descritti usi e funzioni degli avverbi locativi chilò (‹qui / qua›) e dailò (‹lì / là›), per poi passare ad un’analisi delle particelle ca (‹in qua›) e ia (‹in là›). Ad arricchire ulteriormente il sistema deittico locativo ladino contribuisce inoltre la presenza degli avverbi inizianti con ca-, cura- e la-, il cui valore semantico e pragmatico verrà classificato sulla base di concetti deittici come relazione con il centro deittico, riferimento testuale, situazionale o conoscenze extralinguistiche condivise da parlante e ascoltatore. Verranno infine dati alcuni esempi delle complesse combinazioni di avverbi, particelle locative e preposizioni che consentono di indicare direzioni in maniera estremamente dettagliata.