Abstract
Il recepimento della Direttiva Europea 2002/91/CE con il D. Lgs. 192/05 ha lasciato in parte aperta la questione della definizione di una metodologia di calcolo per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici. Si tratta di una problematica particolarmente importante, dato che il risultato del calcolo non è utilizzato solamente per valutare il soddisfacimento dei requisiti prestazionali minimi, al cui scopo basterebbero anche approcci di tipo semplificato ancorché cautelativo, ma serve anche per consentire un confronto diretto delle prestazioni di edifici diversi.
In tal senso è indispensabile garantire che il raffronto possa essere impostato sulla base di algoritmi di calcolo omogenei, in modo che le differenze possano essere univocamente attribuite alle caratteristiche degli edifici e non alla modalità con cui queste sono valutate.
Per garantire tale uniformità le amministrazioni regionali e provinciali che si sono già impegnate nell'attuazione della Direttiva Europea hanno generalmente ritenuto indispensabile mettere a disposizione un unico strumento di calcolo obbligatorio da utilizzare sul proprio territorio. Sono quindi stati proposti specifici applicativi, quali ad esempio Casaclima, Ecodomus, Cened. A questi sembra destinato ad essere affiancato uno specifico software di taratura che dovrebbe fungere da riferimento.
Nel presente lavoro i software proposti sono stati utilizzati per valutare il fabbisogno energetico di un edificio standard nel clima di Milano. Sono state valutate due diverse configurazioni per quanto riguarda le caratteristiche dell'involucro opaco, confrontando il fabbisogno energetico di riscaldamento. I risultati sono stati confrontati con quelli forniti dal software di simulazione dinamica TRNSYS.