Abstract
Nell’elaborazione della sua teoria poetica, Vincenzo Calmeta fa riferimento ad autori contemporanei, alla luce dei concetti tipici della retorica (inventio, dispositio, elocutio). La sua posizione teorica si riflette nel confronto con le opere di Serafino e Tebaldeo, utilizzate come spunti di riflessione e modelli critici. L’influenza di Serafino sull’elaborazione teorica di Calmeta viene qui osservata, in particolare, nella formulazione di alcuni principi teorici nelle sue prose: le Prose edite da C. Grayson, ma anche il Compendio elaborato da Lodovico Castelvetro, che è stato, tendenzialmente, meno valorizzato nel lavoro di scavo sul Calmeta teorico.