Abstract
Il presente lavoro si basa sulla ricerca di campo svolta nel 2011 per la Scuola senese di Dottorato in Antropologia, presso differenti comunità della valle e dell’altopiano Calchaquí, nel sud della provincia di Salta, nord-ovest argentino, macro area andina. Nello specifico, utilizzerò i dati relativi all’altopiano di Jasimaná (dipartimento di San Carlos), quali descrizioni etnografiche di riti della persona e riti agro-pastorali cui ho preso parte e le interviste semi strutturate effettuate al riguardo. Cercherò di analizzare i circuiti spaziali indigeni, principalmente quelli rituali, concentrandomi sul modo di percepire e praticare lo spazio che questi strutturano, facendo riferimento ad alcuni concetti di ecologia culturale e alle teorie antropologiche dell’ambiente andino come “paesaggio vivificato”. Si ipotizza che il territorio indigeno di Jasimaná venga culturalmente costruito attraverso i movimenti dei suoi abitanti, riconducibili a circuiti di transito specifici, praticati con attitudini particolari, cioè rituali, che mediano tra la persona e lo spazio. Come si configura dunque questa relazione tra l’individuo itinerante e il territorio? Di che tipo di spazio si tratta e quali sono le entità che vi transitano insieme ai pastori d’altura?