Abstract
Nonostante le numerose raccomandazioni nazionali ed europee che sottolineano l’importanza di integrare le lingue d’origine (Home Languages, HLs) nell'esperienza educativa degli studenti, in Italia mancano spesso politiche mirate in questa direzione. Gli approcci educativi attuali tendono ad adottare strategie generiche che non considerano adeguatamente la complessità sociolinguistica degli studenti, in particolare quelli di origine araba che vengono spesso raggruppati in un’unica categoria di “arabofoni”, trascurandone la vasta eterogeneità linguistica, in particolare la ricchezza delle loro vere HLs, i “dialetti arabi”.
La lingua araba, infatti, si caratterizza per una grande diversità, che si intensifica ulteriormente nei contesti migratori, dove entra in contatto con la lingua del Paese ospitante e con le altre lingue dello “spazio linguistico”. In questo scenario l’Italia si configura come uno dei contesti ideali per esplorare tali dinamiche, poiché a partire dagli anni Ottanta il Paese è stato interessato da un regolare flusso di cittadini migranti provenienti da Paesi arabi. Nel 2022, secondo i dati ISTAT, la popolazione straniera proveniente da Paesi arabi ammontava a oltre il 14,1%, senza considerare i cittadini arabi naturalizzati e i loro discendenti.
Il webinar offrirà una panoramica sullo stato dell’insegnamento dell’arabo in contesti educativi formali, sia scolastici che universitari, con particolare attenzione a regioni come la Toscana e la Lombardia. Saranno analizzate le sfide nel promuovere politiche educative inclusive che valorizzino la complessità linguistica degli studenti "arabofoni", riconoscendo i dialetti arabi come risorse culturali e linguistiche essenziali. Inoltre, verranno esaminate le differenze tra Heritage Language Learners e Foreign Language Learners, valutando l’efficacia dei programmi didattici attuali nel soddisfare le esigenze di ciascun profilo. Infine, saranno proposte raccomandazioni pratiche per lo sviluppo di curricula più flessibili, mirati a favorire il successo scolastico e promuovere l’integrazione sociale e la cultura democratica, in linea con le politiche europee in materia di diversità e inclusione linguistica.