Abstract
Il titolo di questo convegno ci pone di fronte ad una domanda fondamentale, ossia What’s research got to do with knowledge production, with change-making, and with the mechanism of research itself? Diventare ricercatrici significa, in primis, apprendere il modo in cui formulare domande e costruire risposte adatte per un interlocutore della propria comunità scientifico-disciplinare. Durante questo processo di apprendimento, a volte perdiamo di vista quella versione quasi ‘originaria’ di noi stesse che domina agli inizi di questo percorso. Quella che ascoltava con curiosità dal corridoio dell’accademia, ma che ancora abitava fuori da essa, e si poneva domande spontanee come “I wonder if…”, “come mai…?”, “non ti sembra strano che…?”. Queste domande con il tempo iniziano a adottare abiti più formali, a cambiare forma per adattarsi progressivamente ai contenitori accademici già esistenti, costruiti da chi è venuto prima di noi, e che determinano come ‘fare’ e ‘comunicare’ la scienza. Se standing on the shoulders of giants è certamente un privilegio, la metafora della verticalità può anche trarci in inganno. Piuttosto che aspirare all’altezza, dobbiamo rimanere presenti nel mondo che ci ha formate e in cui viviamo. A quel mondo dobbiamo un dialogo orizzontale, reciproco, etico. Infatti, se la ricerca come lifestyle lascia molto spazio all’originalità e unicità, la ricerca come carriera tende talvolta a imprigionarci in schemi ripetitivi, in convenzioni consolidate, lungo strade già battute. Ma è possibile superare questi limiti senza abbandonare il quadro della ricerca? Questa presentazione offre cinque lenti teoriche—con annessi anneddoti—per esplorare queste tensioni e sfide che il mondo della ricerca ci pone: intertextuality (Briggs & Bauman 1992), polyphony (Bakhtin 1981), scales (Blommaert 2007; Carr & Lempert 2016), rhizomes (Deleuze & Guattari 1987), e critique (Pietikäinen 2016). Queste lenti rappresenteranno delle chiavi per aprire spazi di pensiero e dialogo collettivo al fine di rimettere al centro la responsabilità collettiva e individuale che abbiamo nel fare ricerca.