Abstract
L’obiettivo di questo contributo è quello di descrivere genesi, metodologia e risultati del progetto RepertoirePluS, ricerca triennale (2016-2019) condotta dall’Istituto di linguistica applicata di Eurac Research, in collaborazione con le intendenze scolastiche di lingua italiana, tedesca e ladina della Provincia Autonoma di Bolzano.
La ricerca ha preso le mosse da alcuni studi (Engel e Niederfriniger 2016; Zanasi et al. 2017) che hanno confermato, anche per il territorio altoatesino, la presenza di un quadro sociolinguistico contemporaneo definito da Blommaert (2016) in termini di “mobilità globale” dei parlanti; un quadro cioè in cui emerge un ampliamento delle risorse dei repertori linguistici individuali, che includono, oltre alla lingua (neo)standard, alle varietà regionali e ai dialetti, anche lingue minoritarie, lingue delle nuove minoranze, lingue scolastiche e codici di altro genere, verbali e non verbali. Questa condizione sociolinguistica è particolarmente evidente in luoghi di interazione comunicativa come quelli rappresentati dagli spazi scolastici (Santagata e Ongini 2016) in cui convivono giovani parlanti con biografie linguistiche eterogenee e vissuti frutto di esperienze disparate. Proprio per gestire questa spiccata diversità, il mondo della scuola negli ultimi 15 anni ha visto l’emergere di approcci (cfr. Le Pape Racine 2007, Hufeisen 2011) volti a soddisfare sia le esigenze di inclusione e centralità dello studente, sia l’efficacia nell’apprendimento delle lingue. Tuttavia tali modelli si sono rivelati carenti nella consistenza dei dati empirici raccolti; la loro base d’indagine è inoltre spesso limitata a determinate lingue e non parte dal repertorio linguistico effettivo degli studenti. Infine essi non chiariscono come le conoscenze linguistiche e meta-linguistiche e le competenze (inter)culturali dei parlanti possano costituire un “plus” in situazioni di interazione plurilingue e di apprendimento di ulteriori lingue (cfr. i descrittori del CARAP e del QCER 2017; Lenz e Berthele 2010).
In questo contesto si inserisce il progetto RepertoirePluS che si concentra sulla rilevazione e sull’utilizzo dei repertori linguistici di un campione di studenti altoatesini di scuole secondarie di primo e secondo grado, dei tre gruppi linguistici provinciali. Il progetto vuole rispondere alle seguenti domande: qual è la portata del repertorio linguistico degli studenti dell’Alto Adige? Quali sono le loro competenze plurilingui e come possono essere descritte? In che modo gli studenti usano il loro “plus” di plurilinguismo in scenari interattivi multilingui e come percepiscono questa esperienza? Per rispondere a queste domande, il gruppo di ricerca ha sfruttato la versatilità della nozione di “repertorio linguistico”, che partendo dall’elaborazione di Gumperz, utile nel descrivere pratiche fluide e eterogene, è stata rivisitata da Busch (2012), che ne ha declinato una serie di aspetti relativi alla dimensione soggettiva del parlante. Per far emergere quindi il repertorio linguistico di ogni studente (in tutte le sfaccettature collegate ai vissuti linguistici, emotivi e corporei), il gruppo di ricerca ha implementato un protocollo di ricerca composto da due fasi di rilevamento dei dati: la fase del questionario e la fase denominata del “villaggio delle lingue”.
Il questionario, somministrato agli studenti di 14 classi, consta di più di 40 domande su domini linguistici, percezione delle lingue, uso del proprio repertorio linguistico. Lo completano una sezione sui “ritratti linguistici” (Busch 2012), una sulla biografia linguistica e una griglia di autovalutazione delle lingue.
Il “villaggio delle lingue” (Adrighem et al. 2006) è una metodologia di valutazione delle competenze task-based, riadattata per osservare il comportamento linguistico e quindi anche l’uso di repertori linguistici intesi come “risorse mobili” (Busch 2012: 10) nell’ambito di scenari multilingui.
In questo ambiente comunicativo simulato, abbiamo osservato in che misura gli studenti plurilingui possono accedere, in scenari appositamente progettati, ai loro repertori e utilizzarli per padroneggiare diverse situazioni di interazione. Il villaggio delle lingue comprende i) cinque task che richiedono il ricorso a strategie comunicative come la mediazione, l'intercomprensione e il dialogo poliglotta; ii) un’attività di focus group per riflettere sull’esperienza di utilizzo del proprio repertorio linguistico.
I dati di entrambe le fasi dell’indagine sono stati digitalizzati e analizzati con metodi quantitativi e qualitativi. Dei risultati, elaborati attraverso la triangolazione dei dati (Flick 2011), sono stati interpretati i contenuti e sono stati esaminati nessi e rapporti, al fine di poter suggerire come repertori linguistici e risorse plurilingui possano essere descritti in modo più olistico ed empiricamente fondato.
Bibliografia
- Adrighem, Irene van; Härtig, Judith; Chlosta, Christoph e Iordanidou, Charitini (2006): “Taaldorp - Von der Idee zu den ersten Versuchen”: http://www.daf-netzwerk.org/arbeitsgruppen/ag4/
- Blommaert, Jan (2016): “From mobility to complexity in sociolinguistic theory and method”. In: Coupland, Nikolas (ed.): Sociolinguistics: Theoretical Debates. Cambridge: Cambridge University Press, 242-259.
- Busch, Brigitta (2012): “Linguistic Repertoire Revisited”. In: Applied Linguistics 33 (5). 503–523.
- QCER 2017= Common European Framework of Reference for Languages: Learning, teaching, assessment. Companion volume with new descriptors. Strasbourg: Language Policy Division.
- CARAP= Candelier, Michel et al. (2010): Framework of Reference for Pluralistic Approaches to Languages and Cultures. Graz: ECML.
- Engel, Dana e Niederfriniger, Inge (2016): “Zum Umgang mit (migrationsbedingter) Vielfalt in Südtirol – eine mehrsprachige Region entwickelt ihr Profil”. In: Tagungsband 3. Jahrestagung für Migrations‐ und Integrationsforschung in Österreich, Wien, 22.‐23.09.2014. Vienna: Vienna University Press.
- Hufeisen, Britta (2011): “Gesamtsprachencurriculum: Überlegungen zu einem prototypischen Modell”. In: Baur, Rupprecht / Hufeisen, Britta (hrsg): "Vieles ist sehr ähnlich." ‐ Individuelle und gesellschaftliche Mehrsprachigkeit als bildungspolitische Aufgabe. Baltmannsweiler: Schneider Hohengehren. 265–282.
- Le Pape Racine, Christine (2007): “Integrierte Sprachendidaktik – Immersion und das Paradoxe an ihrem Erfolg”. In: Beiträge zur Lehrerbildung 25 (2). 156-167.
- Lenz, Peter e Berthele, Raphael (2010): Assessment in Plurilingual and Intercultural Education. Strasbourg: Language Policy Division.
- Santagata, Mariagrazia e Ongini, Vinicio (a cura di) (2016): “Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale 2014/2015”. In: Quaderni ISMU 1,7.
- Zanasi, Lorenzo; Colombo, Sabrina e Engel, Dana (2017): “Il progetto ‘A lezione con più lingue’: nuovi impulsi per una didattica plurilingue in Alto Adige”. In: Atti del “XLIX Congresso internazionale di studi della SLI (Malta, 24-26.09.2015)”. Aracne Editrice. Roma. pp. 232-253.