Abstract
Territorio storicamente plurilingue, l’Alto Adige contemporaneo vive la presenza di un quadro sociolinguistico complesso e definito da Blommaert (2016) in termini di “mobilità globale” dei parlanti. Alle minoranze di antico insediamento si aggiungono infatti quei soggetti che appartengono alle cosiddette nuove minoranze (estranee al tradizionale assetto provinciale) o persino privi di comunità di riferimento locale.
Conseguenza di un tale fenomeno demografico è l’incremento della diversità linguistica nel tessuto sociale, fenomeno ben visibile nella scuola (Santagata e Ongini 2016). All’interno del triplice sistema di istruzione (italiano, tedesco, ladino) emerge una molteplicità di idiomi frutto di biografie linguistiche eterogenee che prevedono oltre a codici (neo)standard e alle varietà regionali e dialettali, anche lingue minoritarie, lingue delle nuove minoranze, lingue scolastiche e codici di altro genere, verbali e non verbali. Obiettivo del nostro contributo è descrivere la ricchezza dei repertori linguistici (Busch 2012) di un campione di studenti altoatesini delle scuole secondarie di I e II grado, attraverso i risultati del progetto RepertoirePluS, ricerca triennale svolta da Eurac Research a partire dal 2016. La relazione mirerà a descrivere il processo di rilevazione dei repertori linguistici inerenti al campione osservato, partendo dalle domande di ricerca del progetto e dai metodi adottati per l’indagine. Particolare spazio verrà dato alla presentazione degli strumenti di elicitazione dei dati e alle modalità in cui le conoscenze linguistiche dei parlanti possono costituire un “plus” per l’interazione plurilingue (CARAP 2010; QCER 2017; Lenz e Berthele 2010) e per sfruttare al meglio il potenziale della crescente diversità linguistica del territorio.