Abstract
Abbiamo costruito abbastanza. Eppure, l’odierna crisi abitativa - che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione - è destinata a peggiorare.
Le abitazioni in provincia di Bolzano sono aumentate del 95% in 40 anni, ma quelle non occupate sono oltre il 12% mentre quelle sottoutilizzate sono al 41% (Astat, 2023).
Non c’è giustizia climatica senza giustizia sociale. Oltre a ridurre emissioni e consumo di suolo serve, allora, anche un ripensamento del significato di casa: non solo bene d’investimento o speculazione, ma infrastruttura di interesse pubblico essenziale alla coesione di comunità sempre più diverse. Casa, dunque, come base del diritto all’abitare. Diritto alla casa è diritto alla città, intesa come spazio di partecipazione, cittadinanza e convivenza.
Le politiche per la casa in Sudtirolo hanno promosso per decenni la proprietà: ora i cambiamenti demografici, negli stili di vita e nelle forme di mobilità interrogano questo modello. Servono nuove strategie: riutilizzo dei vuoti urbani pubblici e privati, trasformazione di immobili abbandonati e sottoutilizzati, nuove forme di abitare, accessibilità dell’edilizia sociale commisurata ai bisogni e politiche fiscali che favoriscano il diritto all’abitare di chi vive e lavora in Sudtirolo.
La valorizzazione non gentrificante dei vuoti urbani può dare spazio a soluzioni innovative, come l’abitare condiviso, il tactical housing, gli usi temporanei che, se fondati su principi anti-speculativi, contribuiscono a contenere i prezzi del mercato immobiliare offrendo al contempo offre risposte flessibili, in linea con i nuovi bisogni.