Abstract
Il cambio di paradigma riscontrato con l’adozione del secondo Statuto di autonomia (D.P.R. n. 670 del 1972) ha determinato una trasformazione anche sul piano dell’autonomia finanziaria, in particolare ridimensionando il peso della finanza regionale a vantaggio di quella provinciale, stante la natura strumentale della dimensione finanziaria rispetto alla dimensione politica dell’autonomia.
Nonostante l’inverarsi di una ‘rivoluzione copernicana’ quanto ai soggetti protagonisti, il sistema di finanziamento rimaneva (e lo è ancora oggi) nel complesso di tipo derivato, ovvero fondato in via prevalente su compartecipazioni a tributi erariali. Cionondimeno, nei cinquant’anni intercorsi dall’adozione del secondo Statuto di autonomia, l’assetto finanziario è stato fatto oggetto di numerose modifiche, le quali hanno progressivamente contribuito a plasmarlo in forma sostanziale.
Una tale evoluzione dell’assetto finanziario del Trentino-Alto Adige/Südtirol può essere osservata da una prospettiva giuridico-costituzionale alla luce del combinato tra le modifiche apportate al dettato statutario e l’evoluzione del contesto di riferimento nazionale ed europeo, rispetto al quale si richiamano: la riforma tributaria del 1971, la crisi economica italiana del 1992, la riforma costituzionale del 2001, la crisi economico-finanziaria globale del 2008, la riforma del c.d. federalismo fiscale, l’evoluzione dell’ordinamento europeo e della governance economica europea, la costituzionalizzazione del principio di equilibrio di bilancio, la crisi sanitaria ed economica causata dal COVID-19.
Alla luce di tale quadro composito, nella presentazione si offrirà una prima ricostruzione del quadro normativo di riferimento e dei tratti caratterizzanti la finanza provinciale, ripercorrendo in ordine cronologico le principali modifiche al Titolo VI dello Statuto dal 1972 in poi e dando atto sia delle principali novità introdotte, sia dei fattori di contesto che hanno di volta in volta favorito la revisione. Nella seconda parte invece ci si soffermerà su due dei tratti caratterizzanti la finanza provinciale, ovvero le compartecipazioni ai tributi erariali e il concorso al riequilibrio della finanza pubblica statale, offrendo un’analisi delle traiettorie di sviluppo dei due istituti, nonché delle maggiori criticità emerse da una prospettiva giuridico-costituzionale. Si procederà nella ricostruzione richiamando alcune delle principali decisioni della Corte costituzionale in materia, considerato il ruolo centrale da questa rivestito nell’accompagnare - e in alcuni casi anche nel favorire - la trasformazione del sistema.