Abstract
Dalle indagini sociolinguistiche del gruppo di ricerca coordinato da Marina Chini a Torino e in provincia di Pavia nell’anno scolastico 2002-2003 sono trascorsi oltre vent’anni, durante i quali il neoplurilinguismo nella scuola italiana ha riguardato un numero crescente di allievi nati o scolarizzati in Italia. Nel corso del tempo, gli strumenti e il metodo individuati nel contesto piemontese e lombardo hanno trovato applicazione in altre regioni e città italiane, con il fine analogo di indagare e descrivere il carattere della presenza dei minori con retroterra migratorio nelle scuole di ogni ordine e grado.
Nel primo intervento di questo webinar, Gianluca Baldo ci accompagna in Friuli Venezia Giulia. Qui, le attività del Dipartimento di Lingue e letterature straniere, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine da tempo considerano con interesse la prospettiva e dedicano energie e risorse non solamente a favorire una maggiore visibilità di tutte le lingue e dialetti presenti nel territorio, ma anche all’inclusione e orientamento dei parlanti con retroterra migratorio nel contesto locale di arrivo.
Chiara Gianollo e Ilaria Fiorentini ci portano poi a Bologna con il progetto La classe plurilingue (2018-2020), che ha indagato le pratiche multilingui nelle scuole primarie della città metropolitana e si è occupato di descrivere come sia vissuta e gestita la situazione di plurilinguismo a scuola, in particolare nei luoghi dove questa è particolarmente accentuata.