Abstract
Lo studio per progetti (learning by doing) – che Kuno Prey ha implementato a Bolzano – risale all’approccio visionario di Lucius Burckhardt (1925–2003), a sua volta preside fondatore della Fakultät Gestaltung presso l’odierna Bauhaus-Universität Weimar. Burckhardt è stato sociologo di formazione, ma con una inusuale e innovativa idea di teoria: non solo ha sviluppato concetti e princìpi fondamentali per il discorso intorno alla cultura di progetto (si pensi, ad esempio, al suo teorema sulla invisibilità del design).
È anche stato ideatore di pratiche e interventi pubblici come la promenadologia (che fonda – in chi la coltiva – esperienza, scoperta e conoscenza attraverso la pratica di camminate esplorative in ambienti non predestinati al passeggio). Celebre è il suo “viaggio a Tahiti” del 1988 alla Bovisa di Milano dove Burckhardt – da vero “sociologo attivista proto-ecologista, agli antipodi della pianificazione” – ha esplorato zone metropolitane “disfunzionali” e aree urbane degradate, accompagnando quel viaggio, intrapreso insieme a studenti studiosi e curiosi, con letture tratte dai diari polinesiani del capitano James Cook.
Che tipo di teorico è stato, allora, Lucius Burckhardt? Che tipo di idea di teoria ci ha trasmesso, come esempio anche per l’odierno “studio per progetti”?