Abstract
Lo Universal Design for Learning (UDL) promuove, in nome del riconoscimento delle differenze umane nell’apprendimento, una progettazione didattica universale che prevede la possibilità di comprendere, elaborare ed esprimere conoscenze e competenze attraverso una pluralità di codici e percorsi. Mentre la sua applicazione è stata rivolta principalmente alla discussione circa le scelte metodologiche degli insegnanti, in questo saggio, che parte da un approccio interdisciplinare tra pedagogia speciale da un lato e analisi della conversazione dall’altro, viene invece analizzato il potenziale di una sua applicazione al livello micro delle interazioni in classe. Esaminando nel dettaglio lo svolgimento di un’attività all’interno di una lezione dialogata in classe terza di scuola primaria, che si avvale di un forte intreccio tra diversi codici semiotici (linguaggio verbale, gestualità, scrittura) e della mutua coordinazione fisica e temporale tra insegnante e alunni coinvolti nell’attività, viene mostrato e discusso come l’insegnante coglie o potrebbe cogliere occasioni per pluralizzare i modi degli alunni di entrare in contatto con un comune oggetto di apprendimento.