Abstract
I motivi che hanno portato a progettare le attività formative in questo modo dipendono dalla specificità di alcune caratteristiche degli studenti di Scienze della Formazione Primaria e partono dall’individuazione dei loro bisogni formativi: difficoltà (e a volte pregiudizi negativi) nelle materie scientifiche, dovute all’esperienza della scuola secondaria (che porta gli studenti a studiare e ripetere i contenuti senza coglierne la profondità e i collegamenti e che può portare a ripetere la stessa modalità una volta giunti a scuola); basi matematiche poco consolidate e non collegate all’esperienza (che portano a non vedere le relazioni fra le variabili, ma solo una serie di formule da ricordare e applicare); frammentarietà delle discipline nel curricolo (che portano a studiare ogni insegnamento come un “pacchetto” a se stante e a non vedere le connessioni e l’unitarietà del sapere). Infine, la presenza di molti studenti che, per motivi diversi, non frequentano le lezioni (che li porta a rimandare gli esami delle materie scientifiche e che hanno una consistente parte laboratoriale svolta in aula durante le lezioni, in quanto più difficili da comprendere e per le quali non basta studiare e ripetere).