Abstract
Sullo sfondo dell'internazionalizzazione che sempre più caratterizza l'attività musicale, il saggio indaga sul ruolo svolto dalla traduzione orale in contesti musicali pedagogici; nello specifico, viene esaminato un seminario di musica d'insieme in cui docente e allievi non condividono gli stessi repertori linguistici, e nel quale, accanto all'uso dell'inglese come lingua franca, si fa ricorso alla traduzione orale svolta da uno o più partecipanti, non formati come interpreti. Adottando un'ottica di analisi della conversazione, si analizza nel dettaglio un episodio in cui il direttore, avvalendosi dell'aiuto traduttivo di un partecipante, illustra una specifica tecnica esecutiva che dovrà poi essere praticata musicalmente. In particolare, si esamina come i due attori sociali, coordinandosi l'un l'altro, contribuiscano congiuntamente a definire l'azione in corso; orientandosi inoltre alla traduzione come pratica selettiva, questi co-costruiscono i rispettivi ruoli interazionali, negoziandone prerogative e responsabilità. Si evidenzia così non solo la natura collaborativa e negoziale della traduzione orale, ma anche la peculiarità di tale attività in ambito musicale, legata tanto alla natura multimodale del "parlare di musica", quanto ad una costante alternanza tra turni di parola e fasi di esecuzione musicale.