Abstract
Luogo/nonluogo, priva di identità e memoria collettiva, Fortezza vive con ansia la transizione di una immaginata comunità "locale" verso una realtà internazionalizzata. La ricerca ha tentato di far affiorare le categorie culturali e di senso comune dalle quali scaturiscono le sue diffuse "solitudini". Dall'analisi dei risultati è scaturito il progetto di un laboratorio multiculturale basato sulla metodologia delle "comunità di ricerca" proposte da Lipman e, per la prima volta, sperimentata in chiave multiculturale.