Abstract
L’educazione allo sviluppo sostenibile, il diritto a un’educazione di qualità
per tutti, la cura educativa e le relazioni cooperative a scuola sono realtà
centrali nelle ricerche di Dozza (2006; 2018). In questo contributo proponiamo
una riflessione sul concetto di inclusione, benessere individuale e sociale,
e sul ruolo che la scuola assume nel formare le competenze socio-emotive
fondamentali per la promozione del benessere.
La nuova Agenda 2030 proposta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite
(2015) per lo Sviluppo Sostenibile pone 17 Obiettivi, universali, trasformazionali
e inclusivi volti ad assicurare a tutti una vita pacifica, prospera ed
equa basati sul valore della sostenibilità. In particolare, l’obiettivo n. 3 “Salute
e benessere – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le
età” e l’obiettivo n. 4 “Istruzione di qualità – Garantire un’educazione di
qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per
tutti” chiamano in causa esplicitamente il diritto universale di un’istruzione
di qualità e in particolare sull’acquisizione da parte dei discenti di competenze
di apprendimento socio-emotive. Tali competenze, infatti, stanno alla
base del concetto di Education for All (UNESCO, 1994) e sostengono la promozione
di politiche, pratiche e culture inclusive (Index4Inclusion, 2002). Il
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) persegue
da oltre quarant’anni (L. 517/1977; L. 104/1992; L. 170/2010, DM/2012) il
concetto di full inclusion e si fonda sul concetto di funzionamento umano
fornito dalla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità
e della Salute – ICF (WHO, 2001). L’ICF basandosi sul modello “biopsico-
sociale” propone una visione globale del funzionamento di una persona
nella prospettiva dell’interazione tra essa e i fattori contestuali (barriere e facilitatori) che influenzano la sua attività e il suo grado di partecipazione.
Nell’accezione dell’ICF, il benessere non è determinato dalla presenza o
dall’assenza di malattia, ma «racchiude tutti gli aspetti della salute umana e
alcune componenti del benessere rilevanti per la salute e li descrive come
domini della salute e domini ad essa correlati» (OMS, 2007, p. 36). Si considera,
infatti, il funzionamento di una persona e il suo stato di salute «come
risultante dell’interazione complessa, globale e multidimensionale tra fattori
biologici, bio-strutturali, funzionali, di capacità, di partecipazione sociale e
contestuali ambientali e personali».