Abstract
Questa sezione raccoglie contributi che interpretano il dissenso educativo come azione critica, generativa e trasformativa, capace di aprire spazi di partecipazione democratica e giustizia relazionale. In un’epoca in cui le istituzioni educative appaiono spesso affaticate, burocratizzate o disconnesse dalle reali esigenze delle persone, il dissenso può essere riscoperto non come rottura distruttiva, ma come forma di responsabilità e cura. Il titolo Educazione e Cura, nel contesto generale del volume, infatti, unisce due dimensioni solo in apparenza divergenti. Il dissenso come cura mostra la sua natura pedagogica quando viene educato come esercizio di giudizio, non come semplice reazione emotiva. Insegnare a dissentire significa accompagnare il soggetto a riconoscere quando e perché dire “no”, trasformando il rifiuto in atto riflessivo e responsabile. In questa prospettiva, la cura non è protezione sostitutiva, ma generazione di autonomia: il prendersi cura consiste nel mettere l’altro in condizione di prendersi cura di sé, dei propri confini e del proprio criterio di valor. Per questo affiorano alla mente quattro autori che, una volta messi in relazione fra loro, permettono di dare una cornice ai saggi qui presentati: si tratta dell’apprendimento espansivo di Engeström, dell’agency di Sannino, della partecipazione democratica di Dewey e della pedagogia critica di Freire.