Abstract
L'apprendimento permanente è una sfida essenziale per inventare il futuro delle nostre società: è una forma mentis, un habitus che le persone acquisiscono e che le accompagna nell’affrontare le sfide e gli imprevisti che la globalizzazione e la vita impongono. L'apprendimento permanente richiede una comprensione profonda dei processi co-evolutivi tra generazioni e generi, cultura e attività umane in un contesto mondiale nel quale i nuovi media, e in particolare i social media, ci portano a vivere un presente declinato su tempi accelerati, sincopati. Per rendere l'apprendimento permanente una parte importante della vita umana, è necessario creare nuovi spazi e mentali, forme organizzative e strutture di “ricompensa” che consentano agli individui, ai gruppi e alle organizzazioni di impegnarsi personalmente e di sperimentare nuove forme di conoscenza e abilità, mettendosi in gioco come persone flessibili che usano la loro creatività e immaginazione per esplorare modi alternativi di apprendimento e di vita. Tutto questo al momento appare “appeso” alla lavagna dei buoni propositi per un futuro che non siamo in grado di definire: l’emergenza Covid 19. Giunta all’improvviso ha investito tutti e tutto come un treno lanciato a folle velocità, che ci ha storditi a causa dell’inedita situazione, ma dalla quale abbiamo cercato di reagire. Il desiderio di conoscere si è mescolato a quello di apprendere e apprendere creativamente, condividendo una esperienza artistica. La musica ha fatto da stimolo, da spinta ad una lucida azione che ha coinciso con l’attivismo individuale e collettivo, inventando forme performative nuove, che hanno coinvolto tutti indistintamente in una prospettiva innovativa ed altamente inclusiva del sapere e saper fare musica in tutte le età della vita.