Abstract
Le questioni di genere veicolate dalla letteratura per l’infanzia nutrono un immaginario che definisce in maniera estremamente precisa i ruoli e i comportamenti “adatti” al sesso femminile e a quello maschile, attribuendogli caratteristiche spesso desuete, come congelate nel tempo e tendenzialmente stereotipate. Nei primi anni di vita, nella fase dello sviluppo, ovvero da zero a cinque anni, si pongono le basi per una creazione e un radicamento di concetti sulle differenze di genere. Ed è proprio in quegli anni che i bambini “leggono le figure” degli albi illustrati e quindi della realtà che li circonda. Per poter leggere le storie illustrate e comprenderle appieno, vi è ormai la necessità di capire che l’albo illustrato non è un libro qualsiasi, ma un’opera narrativa specifica, che si avvale di una grammatica propria, la cui comprensione ha bisogno di specifiche competenze.