Abstract
La progettazione di una scuola è innanzitutto un atto democratico che mette a confronto una comunità non solo scolastica ma anche cittadina nella riflessione sul profondo senso che abbia la scuola ancora oggi e che senso vogliamo dargli. Se la scuola viene designata come il luogo istituzionalmente deputato all’apprendimento, lo scopo della progettazione dei suoi spazi è finalizzato a condividere un unico e comune progetto: definire i migliori spazi per dare senso al mondo attraverso un confronto ricco e una ricerca genuina accompagnata da professionisti dell’educazione e della formazione e protesa alla creazione della società in cui si andranno a trovare le future generazioni.
In questo contributo il proposito è quello di svolgere una analisi pedagogica dei processi partecipativi svolti in questi anni, riflettendo sui tanti confronti sul campo avuti con insegnanti e dirigenti scolastici, con genitori e con cittadini, con sindaci e amministratori locali in un percorso di ricerca pluriennale (Weyland 2014, Weyland, Attia 2015, Weyland, Watschinger, 2017, Weyland, 2018). L’obiettivo è di dimostrare come il discorso sull’educazione abbia un’anima profondamente democratica, come sia spesso sospinto da una buona politica e come possa condurre a risultati davvero apprezzabili.