Abstract
Smarrito, spesso abbandonato a se stesso, il di-versamente abile percorre la nostra città, imprigionato in cupi e minacciosi sentieri impraticabili. In questo labirinto di percorsi intricati, che sbarrano le strade della mobilità, della formazione, del lavoro, della relazione, occorre aprire una strada che porta alla tutela e alla promozione dei fondamentali diritti della Persona. Una strada che va costruita aprendo più cantieri, nei quali lavorino, integrandosi come sistema: lo Stato, le Regioni, i Comuni, le strutture sanitarie, il sistema scolastico, le agenzie formative extrascolastiche, il volontariato, le famiglie, la comunità tutta. Don Milani diceva che la giustizia non consiste nel fare parti uguali tra diseguali, ma nel dare di più a chi ha ricevuto di meno dalla vita. Lanciava quarant’anni fa una sfida alle coscienze e alle Istituzioni. Ancora oggi la sfida è, purtroppo, attuale. Ed è una sfida che intendiamo raccogliere e trasformare in riflessione culturale e proposta politica nel momento in cui elaboriamo il nostro progetto per la città che vogliamo.