Abstract
La scuola dell’infanzia in Italia mira a sviluppare, tra le altre, quelle competenze di cittadinanza che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al punto di vista dell’altro. Questo atteggiamento prende forma come primo riconoscimento dei diritti e dei doveri di ogni persona, grazie all’ immersione in un ambiente stimolante e al verificarsi di situazioni cognitive ed affettive arricchenti che, oltre a favorire un ambiente capace di creare memoria episodica perché ad alto valore emotivo, permetta di costruire un habitus democratico, eticamente orientato e aperto a un futuro sostenibile. In questa prospettiva, l’uso di materiali che sviluppino la creatività, come ad esempio le filastrocche e le favole, divengono uno strumento didattico efficace, capace di coinvolgere emotivamente i bambini e di stimolarli ad esprimersi verbalmente. In una società che privilegia la trasmissione sonora e visiva riprodotta dai media, la scuola dell’Infanzia cerca di valorizzare il contatto dal “vivo”, attraverso la progettazione di un ambiente accogliente e comunicativo.Il presente contributo illustra l’esperienza laboratoriale sperimentata con gli studenti di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, nata con l’obiettivo di favorire lo sviluppo ed il consolidamento di nuove forme narrative che, pur non rinunciando al ruolo dell’adulto come facilitatore di relazione e di dialogo, sperimentano la mediazione di canali comunicativi innovativi anche in un tempo di diverse relazioni interpersonali e isolamento sociale, come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza COVID19.