Abstract
Il bambino che arriva alla scuola primaria inizia una vera e propria metamorfosi: da una dimensione prevalentemente sensoriale e concreta dell’apprendimento, si incammina verso il piano astratto. Il suo orizzonte intellettuale e sociale si allarga, ha fame di sapere, desidera stare con gli altri ed esprime un forte bisogno di indipendenza morale. La sua intelligenza “si fa estroversa”, comincia a chiedersi il perché delle cose. Non chiede più “Aiutami a fare da solo”, ma pretende di pensare da solo. Ed è per questo bambino che Montessori creò l’educazione cosmica. In questa nuova cornice metodologica ed operativa, già presente nel pensiero di Montessori negli anni ‘20 e ‘30 e giunta a maturazione nel periodo trascorso in India insieme al figlio Mario, l’insegnante accompagna il bambino alla scoperta dell’universo e delle sue interdipendenze. Un insegnante nuovo che stimola la fantasia per risvegliare l’interesse, che nutre l’intelligenza permettendo “un’esplorazione appassionata”, consapevole che solo offrendo il tutto al bambino, susciterà in lui ammirazione e meraviglia. Il piano cosmico verrà rivelato al bambino all'interno di un curricolo nuovo, basato su un approccio olistico alla conoscenza, in cui i fenomeni naturali vengono osservati e riprodotti attraverso gli esperimenti, classificati e compresi dal bambino attraverso la ricerca e l’azione. Una proposta razionale ed esatta che però, allo stesso tempo, coltiva la dimensione narrativa dell’immaginazione, del sentimento e dell’emozione, con una particolare attenzione al ruolo di natura e “supernatura”.