Abstract
l territorio è oggi protagonista di notevoli trasformazioni di difficile comprensione e governo. La tradizionale e dicotomica ripartizione dei luoghi tra città e campagna non rappresenta più adeguatamente i mutamenti intervenuti a causa della diffusione di contesti alterni che disordinatamente coniugano caratteristiche tipicamente urbane e rurali. La città si estende ben oltre le sue periferie, lungo i suoi principali assi viari, ramificandosi e contenendo isole di agglomerati insediativi, privi di identità, perché meri quartieri dormitorio o strutture produttive, per poi “ricompattarsi” distruggendo gli elementi naturali rimasti entro tali maglie. Dall’altro canto, la campagna accetta tali cambiamenti, adeguandosi, creando le condizioni per le nuove esigenze localizzative e diversificando le attività agricole per renderle più multifunzionali e redditizie. In tutte queste trasformazioni, emerge evidente la porosità del territorio e la sua capacità di adattamento. Ora, la pressione sulle risorse naturali, a partire dal suolo, è diventata insostenibile, proprio nei contesti a maggiore urbanizzazione, e si diffonde la necessità di ripristinare l’ordine ecologico minacciato. Per soddisfarla, si promuovono interventi di riconnessione delle reti ecologiche, di riqualificazione verde di aree dismesse e di potenziamento di parchi agricoli. Tra i progetti di maggiore interesse, meritano un’adeguata analisi quelli rivolti a rendere più corta la catena alimentare che, di fatto, riportano la campagna in città. Negli spazi lasciati liberi da precedenti interventi di urbanizzazione o in spazi liberi di proprietà comunale si realizzano degli orti urbani, ossia delle esperienze di coltivazione diretta, su piccola scala, da parte di famiglie, cooperative sociali e scuole. Tali esperienze recano numerosi vantaggi: aiutano a riqualificare l’ambiente circostante, rafforzano le relazioni tra gli individui ed impediscono forme gravi di esclusione sociale delle categorie più deboli (anziani, disabili). Allo stesso modo, si prestano ad attività didattiche perché aiutano a stimolare l’apprendimento da parte di bambini e ragazzi di pratiche agricole e dei tempi dell’agricoltura, ad attività di riqualificazione urbana, attraverso il recupero di aree dismesse o l’abbellimento di territori degradati da sottrarre ad ulteriore diversificazione edilizia ed ambientali, ossia di mitigazione dell’inquinamento. La presente sessione si pone come obiettivo quello di analizzare e comparare diverse esperienze di orti urbani in Italia, con particolare enfasi su quelle che con maggiore evidenzia mostrano il loro contributo alla revisione della strutturazione della food chain e del settore primario locale in genere. Non si escluderanno però casi di riequilibrio delle condizioni ambientali o di riqualificazione urbana o di intensificazione delle relazioni sociali.