Abstract
Il territorio dell’Alto Adige è per il 90% montano. Oltre al turismo, l’agricoltura rappresenta circa il 4% del PIL provinciale, e la forma tipica di impresa agricola è il maso a conduzione familiare. Il 60% delle aziende agricole svolge attività agricole come fonte di reddito secondario; questo dimostra la bassa redditività dell’agricoltura della Provincia. Inoltre, essendo il territorio altoatesino montuoso e caratterizzato da valli scarsamente popolate, la pubblica amministrazione e il settore privato hanno difficoltà ad erogare servizi sociali nelle strutture classiche (es. asili nido, case di riposo per anziani, ecc.). In questo contesto, diventa rilevante parlare di innovazione sociale, poiché questo concetto riesce ad inquadrare soluzioni che consentono di affrontare i bisogni collettivi e migliorare il benessere della comunità, riconfigurando pratiche sociali come le reti, gli atteggiamenti, i processi di governance. Il concetto è spesso utilizzato in relazione con lo sviluppo delle aree rurali montane, in quanto l’innovazione sociale può promuovere la rivitalizzazione del tessuto sociale e affrontare le tendenze allo spopolamento e all’indebolimento dell’economia montana. Nel primo decennio del 2000, su iniziativa della rete delle donne contadine altoatesine e di altri attori, è stato avviato un modello istituzionalizzato di agricoltura sociale. Il presente contributo si pone l’obiettivo del contributo è di analizzare tale modello di agricoltura sociale in Alto Adige come esempio di innovazione sociale, attraverso lo studio di caso dell’iniziativa della cooperativa sociale “Imparare, crescere, vivere con le donne contadine”. Dai risultati dello studio è emerso che le attività legate all’agricoltura sociale hanno permesso la generazione di reddito aggiuntivo, diversificando le attività agricole, soprattutto per le donne contadine. Questo sviluppo è anche una risposta innovativa alla necessità della comunità di servizi sociali più flessibili, personalizzati e delocalizzati, vicini alla natura e ad uno stile di vita rurale. Rimangono tuttavia aperte le questioni degli impatti negativi dell’agricoltura sociale in termini di sovraccarico lavorativo delle donne e della capacità dell’iniziativa di far fronte alle future sfide socio-economiche poste dai trend demografici, economici e culturali in atto.