Abstract
Da più di trent’anni Marie-Aude Murail incontra i suoi lettori, sperimentando sul campo che la letteratura per l’infanzia e per ragazzi costituisce una via d’accesso privilegiata all’attuale cultura francese ed europea, come pure a rilevanti tematiche della nostra contemporaneità. La letteratura per ragazzi francese si è sempre distinta per la sua gioiosa alterità, il suo rifiuto di uniformarsi anche contro le aspettative familiari e sociali.
Grande narratrice, tessitrici di trame e di intrecci, la Murail scrive e pubblica romanzi per ragazze e ragazzi (Gramantieri, 2010; Chérer, 2011; Filograsso, 2015; Trisciuzzi, 2016), storie di formazione - Bildungsroman (Moretti, 1986; Barsotti, 2004; Lopez, 2011; Bernardi, 2011; Calabrese, 2013; Trisciuzzi, 2014) che narrano, con ironia ed autenticità, i legami familiari, la sessualità, l’adozione, l’aborto, la malattia, la morte, perché, come afferma lei stessa “i giovani lettori non vogliono essere protetti, servono l'onestà di non nascondere le cose e la volontà di lasciare un po' di speranza” (Murail, 2016). La scrittrice racconta gli adolescenti nella loro “età d’oro” (Fabbrini, Melucci, 1992; Morgenstern, 1994; Beseghi, 1996; Vegetti Finzi, Battistin, 2000; Meek Spencer, Watson, 2003; Barone, 2009), giovani che trovano il coraggio di seguire le proprie ambizioni, i propri desideri e sentimenti, senza arrendersi a soluzioni standardizzanti.