Abstract
Quando iniziai il percorso di ricerca sul rapporto tra pedagogia e architettura nel 2011 la professoressa Liliana Dozza mi incoraggiò, trovando il tema interessante e cogente. Tuttavia, a più riprese mi mise in guardia, sostenendo che il tema dell’intreccio tra due discipline così lontane l’una dall’altra, potesse diventare fondamentalmente utilitaristico, soprattutto da parte del mondo che stavo andando a incontrare. Il tema della scuola e della sua edilizia è all’ordine del giorno già da allora e il rischio di usare la pedagogia per dire che si è fatto qualcosa è sempre stato altissimo.
A distanza di dieci anni, devo dire che i saggi ammonimenti della peda- gogista non erano del tutto sbagliati. Ancora oggi, troppo spesso, l’apporto pedagogico nel discorso della progettazione degli spazi scolastici è residuale. Esso non è tenuto in considerazione nei fatti così come a parole, tant’è vero che il lavoro di dialogo intrapreso in questi anni mi sta portando a cercare altre strade per fare entrare con pari dignità il discorso pedagogico nel pro- getto anche architettonico della scuola.