Abstract
L’articolo propone alcune riflessioni sui fenomeni politicamente eversivi nel Lombardo-Veneto austriaco del Vormärz, privilegiando il punto di vista strettamente giudiziario. Si cerca dunque di definire, anzitutto, a cosa corrispondesse la fattispecie di alto tradimento e, in generale, cosa si intendesse per delitto politico entro lo specifico contesto storico e geografico al quale ci si riferisce; di mettere quindi in luce gli strumenti legislativi e istituzionali per mezzo dei quali l'Impero austriaco fronteggiò e represse, nelle province lombarde e venete degli anni Venti e Trenta, i fenomeni di alto tradimento; perché scelse di adottare tali specifici strumenti; come, infine, abbia inteso depotenziare la pericolosità politica e sociale dei movimenti eversivi attraverso pene rigorose corrette da strategici provvedimenti di clemenza.