Abstract
Occuparsi del senso degli oggetti tecnici (OT) vuol dire innanzitutto presupporre che gli OT, in qualche modo, producano o articolino senso, o vi contribuiscano, o vi partecipino, o siano passibili d’attribuzioni o siano sorgente di senso; in secondo luogo, e conseguentemente, vuol dire cercare di rendere conto dei processi menzionati. La presupposizione riguardo l’esistenza di una relazione tra OT e senso, seppur non scontata, sembra ormai essere sufficientemente accettata, se non altro perché sottesa all’idea che gli OT e, più in generale la tecnica, contribuiscano alla, o partecipino della, cultura (Maldonado 2005; Nacci 2000; Riccini 2003; 2005). Il passaggio successivo, quello relativo alla possibilità di rendere conto della relazione che si pone tra OT e senso, è, se lo si intende come elaborazione e applicazione di categorie descrittive adeguate, e non come un generico atteggiamento ermeneutico, compito della semiotica.