Abstract
Attualmente si manifesta a livello internazionale, un diffuso interesse nello sviluppare progetti di intersezione tra pedagogia e architettura soprattutto in riferimento ai processi di progettazione di edifici scolastici. Si definiscono esempi per costruire o riqualificare e si ricerca la consulenza di esperti capaci di coinvolgere più attivamente le comunità educative e scolastiche nei processi decisionali.
Diverse iniziative a livello nazionale italiano, dal progetto Iscola in Sardegna (www. http://www.iscola.it/scuolanuovamillennio/) , che pone alla base dei concorsi di progettazione l’idea che le scuole definiscano un “concetto pedagogico”, sulla falsa riga dell’esperienza altoatesina (che propone di anteporre la scrittura di un “piano organizzativo a indirizzo pedagogico” prima di procedere alla quantificazione dei costi e alla definizione di concorsi di architettura scolastica) , o con le attività del centro di ricerca INDIRE per sostenere le scuole in un processo di adattamento degli spazi alle nuove esigenze didattiche, più attive e cooperative (www.indire.it), fino alle singole iniziative promosse dalle diverse scuole per appropriarsi degli ambienti educativi con percorsi di ricerca-azione (www.padlab.org), ma anche diversi progetti europei (www.pulsnetz.org http://learning-environments.eu/ ) dimostrano un proliferare di riflessioni e studi volti non solo a comprendere quali possono essere gli edifici adatti per un nuovo modo di fare scuola, ma soprattutto per sostenere le comunità scolastiche nell’impresa squisitamente pedagogica del trasformarsi e del scegliere gli spazi più adatti per lei.