Abstract
Le piccole infrastrutture idriche, come pozzi, stagni e piccole dighe, sono da sempre considerate un intervento necessario per aumentare lʹapprovvigionamento idrico e aiutare i pastori a far fronte agli effetti delle siccità. Tuttavia, si tende a sottostimare il potenziale effetto nel lungo termine che queste infrastrutture hanno sulle strategie tradizionali di adattamento alla siccità in comunità di pastorali transumanti. In questo
studio dimostriamo che, mentre lo sviluppo di infrastrutture idriche in zone aride può fornire acqua aggiuntiva alle comunità pastorali, questi benefici a breve termine possono essere annullati da effetti controproducenti a lungo termine, come il superamento delle pratiche di mobilità e lʹeccessiva dipendenza dallʹagricoltura. Combinando diversi metodi, tra cui la modellazione dei sistemi complessi con teorie di resilienza socio‐ecologica, illustriamo le complesse conseguenze delle diverse strategie di sviluppo
delle risorse idriche e i loro effetti a cascata a lungo termine sulla resilienza delle comunità pastorali. Inoltre, mostriamo come il nostro modello sia in grado di cogliere i primi segnali di perdita diresilienza nelle zone aride dellʹAngola, dovuti alla creazione di infrastrutture idriche su larga scala che però a lungo termine cambia le dinamiche socio‐idrologiche riducendo la resilienza delle comunità pastorali.