Abstract
Le officine didattiche chiamate “Lernwerkstatt” e istituite presso alcune Università dell’area e della cultura germanica come vere e proprie “officine” di apprendimento sono parte integrante dell’istruzione universitaria e del percorso di studi. In particolar modo si vuole di seguito riportare l’esempio e l’esperienza del laboratorio didattico inclusivo “Inklusionswerkstatt” della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria della Libera Università di Bolzano.
I laboratori didattici svolgono un ruolo centrale come interfaccia tra la realtà scolastica e l’istruzione universitaria per i futuri insegnanti e anche per quelli che già esercitano la professione. Tra le altre cose, introducono gli studenti – attraverso seminari e altre offerte – all’uso attivo del materiale didattico presente e forniscono così agli insegnanti uno strumento per valutare criticamente il materiale esistente e sviluppare autonomamente il materiale didattico mancante. La valutazione e lo sviluppo di materiali didattici sono particolarmente impegnativi quando si tratta di adattarli a contesti di apprendimento inclusivi e di trattare equamente l’eterogeneità e i bisogni educativi speciali (BES) degli alunni attraverso un uso adeguato dei materiali.