Abstract
In maniera provocatoria, Giovanni Sartori sostiene che oggi l'homo sapiens, prodotto dalla cultura scritta, si sia trasformando in un homo videns e il ruolo della parola stia perdendo la sua predominanza comunicativa, spodestata dall'immagine (Sartori, Homo videns,1999, p.7).Questo è il contesto del nuovo millennio nel quale i bambini di oggi sperimentano un mondo sempre più denso di opportunità espressive, che si distaccano dal linguaggio parlato come predominante, sviluppandone altri alternativi come quello dei suoni, delle immagini, dell’espressioni corporee. Il disegno rimane una forma molto praticata dal bambino, offrendosi come prodotto della sfera affettivo-emozionale dalla quale, comunque, è possibile riscontrare un valore estetico e, dunque, anche creativo e artistico: oggi affrontare l’arte infantile ci porta ad una riflessione in molti ambiti del fare e sapere umano, che riguarda tutti i modi di espressione e tutti i linguaggi, che in egual modo muovono dalla convinzione che in ogni individuo sia presente una componente artistica e che sia solo necessario aiutarlo a farla emergere (Russel, 1967).
L’arte, dunque, è già insita nel bambino e l’educazione si pone come strumento di raccordo e di sviluppo. Seppur, ad un primo approccio, saremmo orientati a riconoscere all’educazione e alla scuola questo compito, in realtà, se solo ci guardiamo intorno, quello che vediamo è il grigiore di una scuola che soprattutto nella prassi pare essersi fermata nel tempo. Mentre nella scuola dell’Infanzia sono permeati gli studi pedagogici di matrice montessoriana, steineriana, froebeliana, portando ad un cambiamento in alcuni casi radicale di intendere l’educazione, nel resto dei livelli scolastici molto è rimasto come molti decenni fa, quando il sapere trasmesso con la lezione frontale richiamava ben poco delle idee di attivismo pedagogico d’oltre oceano. Come è possibile stimolare la fantasia, l’immaginazione, la creatività e l’uso dei linguaggi d`arte nei bambini, stimolando quella sfera che già naturalmente è insita in ognuno? Come ricorda Erich Booth, sarà possibile solo se si riconosce a tutti i bambini il diritto di essere e di imparare attraverso il fare come il sapere, nei contesti educativi dove si rendano possibili approcci pratici e partecipati, che tengano conto di primarie fonti d’ispirazione provenienti da quell’essere parte di un mondo fatto di natura e d’arte, dove le parole, le emozioni, le relazioni, le culture, possono arricchirsi di sfumature individuali, (Booth, 1996).