Abstract
Il Parlamento europeo ha costantemente appoggiato il progetto di Unione economica e monetaria (UEM). Parallelamente, ha sostenuto la necessità di potenziare i meccanismi di responsabilità democratica a livello europeo per controbilanciare l’ampia indipendenza della BCE, poiché l’indipendenza richiede legittimazione e trasparenza. La posizione dell’assemblea di Strasburgo emerge chiaramente dalla risoluzione del 4 maggio 1998 sulla responsabilità democratica nella terza fase dell’UEM. In essa il Parlamento esprime l’importanza di essere coinvolto nelle procedure di nomina come garanzia di responsabilità democratica. Invita gli Stati membri a non proporre candidati senza la sua approvazione e a consolidare legalmente tali procedure in una fase successiva. Richiede che sia organizzato un dialogo con la futura BCE sui problemi di tipo economico e monetario. Esplicita l’intenzione di organizzare riunioni ogni tre mesi vertenti su questioni economiche e monetarie con il Presidente e i membri del Comitato esecutivo della BCE e di invitare il Presidente della BCE a prendere parte al dibattito sugli sviluppi economici e monetari per l’anno corrente e quello passato in concomitanza alla presentazione della relazione annuale della banca. Chiede che i verbali delle riunioni del Consiglio direttivo della BCE siano pubblicati e resi conoscibili in forma sintetica, ivi comprese le decisioni adottate e le loro motivazioni. Se, nel 1998, tali intenti costituivano un obiettivo da raggiungere, nel 2023 fanno ormai parte di una normativa e di una prassi consolidata.Con il presente elaborato intendiamo chiarire perché, in primo luogo, sia importante una responsabilità democratica della BCE come contraltare della sua indipendenza, e che ciò vada di pari passo con una maggiore trasparenza della BCE (par. 2). In secondo luogo, quali siano i meccanismi di responsabilità democratica delineati nei Trattati (par. 3) e come si siano sviluppati nel tempo, con riferimento soprattutto ai dialoghi monetari (par. 4) e alle procedure di nomina dei membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza (par. 5). Infine, analizzeremo perché i dialoghi si sono sviluppati come modello nell’UE, quali argomenti affrontano e quale influenza possano avere sulla definizione dell’agenda e sulle decisioni della BCE (par. 6) e come si siano sviluppati gli strumenti di comunicazione e di dibattito della BCE e delle Banche centrali nazionali (par. 7).