Abstract
La natura complessa e multidimensionale del fenomeno bullismo emerge sia dalle conoscenze scientifiche, che ormai vantano una esperienza trentennale di studi e di indagini specifiche, che dalla cronaca che registra atti che si presentano con una ampia dislocazione geografica, con una variegata natura di attacchi e di modalità. Al bullismo agito in presenza, si è infatti aggiunto il fenomeno del cyberbullismo, che seppur espresso con modalità diverse, ne condivide la medesima natura violenta, così come si evidenzia che le aggressioni assumono sempre di più toni di intolleranza e di razzismo rivolgendosi a chi è diverso per etnia, religione, caratteristiche psicofisiche, genere, preferenza sessuale o provenienza sociale.
Il fenomeno del bullismo rappresenta una delle manifestazioni di aggressività più pericolose e distruttive, che può avere conseguenze ed esiti particolarmente rilevanti se subito nella fase di sviluppo della preadolescenza e dell’adolescenza. Essere sottoposto a continue e ripetute azioni svilenti della propria persona può portare nella vittima sentimenti di autosvalutazione, di inferiorità, di incapacità precludendo o minacciando la costruzione di una identità integra e positiva. Ma anche il percorso di chi si rende autore di comportamenti violenti può indirizzarsi nella crescita verso il rinforzo di comportamenti delinquenziali e atti criminali più gravi: la violenza e l’aggressione possono diventare nel tempo in questi soggetti le modalità relazionali di elezione.
L’ampia diffusione del fenomeno e la consapevolezza dell’impatto devastante che le azioni ripetute di violenza e prevaricazione producono sia sulla vittima che sul bullo, fino a raggiungere quadri psicopatologici, hanno determinato l’attenzione di organi sociali e politici, a livello nazionale, europeo e internazionale che hanno prodotto linee-guida, leggi quadro e programmi d’intervento ai fini della prevenzione e dell’intervento, anche alla ricerca di una strategia unitaria nell’affrontare il problema[1].
Il bullismo è un fenomeno sistemico: scuola, famiglia, comunità, gruppi dei pari offline e online sono i contesti di vita e di relazione degli studenti e sono coinvolti, in modi diversi, nella manifestazione del bullismo. La ricerca ha sottolineato il ruolo particolare della relazione insegnante/studente, che può fungere da fattore di protezione in relazione a diversi comportamenti disfunzionali, quali uso di sostanze, fattori emotivi e comportamentali e rendimento scolastico: il rapporto emotivo, la relazione positiva, la percezione della capacità di conduzione della classe da parte dell’insegnante si sono rivelati essere fattori che ostacolano, o quanto meno mitigano, i fenomeni aggressivi nella classe.
Nei paragrafi che seguono si affronterà il tema del bullismo cercando di definirne le caratteristiche e le forme distintive, i ruoli e i profili psicologici degli attori e riflettendo sulle strategie di intervento e il ruolo dell’insegnante.