Abstract
Per formulare una valutazione dell’attività normativa della Banca centrale europea (BCE), agenzia comunitaria alla quale sono stati attribuiti rilevanti poteri di intervento normativo, è necessario avere presenti alcuni importanti fattori. In primo luogo, il fatto che tali poteri sono esercitati in via esclusiva in uno dei settori economici che hanno una maggiore incidenza sulle decisioni di tipo macro e micro-economico. In secondo luogo, la posizione istituzionale di coloro che partecipano al sistema organizzativo: le decisioni sono prese all’interno di un sistema composito che ha il suo nucleo nella BCE stessa, mentre la periferia si compone delle banche centrali nazionali e, altresì, degli Stati a cui queste ultime appartengono. In terzo luogo, l’efficacia vincolante esplicata da taluni di questi atti (i più importanti) nei confronti del legislatore, dei cittadini e dei giudici nazionali, un aspetto questo che riguarda propriamente l’assetto delle fonti. La BCE ha iniziato la sua attività il 1° giugno del 1998, dunque da circa un anno e mezzo; si tratta di un lasso di tempo relativamente limitato ma sufficiente per tracciare un profilo iniziale che metta in evidenza le scelte decisionali più importanti. Questo è tanto più vero se si considera che gli atti normativi relativi all’instaurazione dell’unione monetaria europea e della moneta unica sono stati adottati durante il primo semestre di funzionamento, alfine di preparare il passaggio alla terza fase 1 .