Abstract
Molto del confronto dialettico intorno all’educazione “alla musica e al canto” ad oggi messo in campo a livello internazionale, muove da quella didattica che si concretizza nei contesti educativi formali, mentre altrettanto di quello che avviene in quelli non formali ed informali, rimane confinato all’idea di amatorialità che la musica, soprattutto nel nostro Paese, tende a portare con sé come una sorta di “marchio”. Nell’ultimo ventennio si è sviluppata un’idea di “pratica del canto corale” strettamente connessa alla promozione anche di competenze affettive, trasversali e metacognitive, che possano supportare gli apprendimenti “altri” rispetto alla disciplina musica.