Abstract
Astrid Lindgren non è solo una grande scrittrice, ma il suo modo di vivere, il suo narrare di pace e di libertà, il suo credere in valori come la giustizia, il bene comune e la fratellanza, testimoniano il suo impegno civile e democratico. Nelle sue storie, nei suoi romanzi e nei libri illustrati si trovano la determinazione e il coraggio, una visione della vita rivolta a lottare contro ogni sopraffazione e violenza, e la capacità di essere sempre dalla parte dei diritti dell’infanzia.
Dal 1° settembre 1939 fino alla fine delle ostilità, nel 1945, Astrid Lindgren scrive diciassette diari, pubblicati nel 2015, in una raccolta intitolata Krigsdagbocker (War Diaries). La sua forte opposizione alla guerra emerge anche in questa sua prima impegnativa prova di scrittrice, infatti i Diari di Guerra, oltre a descrivere episodi narranti alcune vicende belliche e contenere numerosi ritagli di giornali svedesi commentati a margine dalle riflessioni dell’Autrice, raccolgono la testimonianza della sua vita privata in quanto moglie e madre. La raccolta è arricchita anche dalla Prefazione di Kerstin Ekman, scrittrice e sua amica, e dalla Postfazione di Karin Nyman, figlia di Astrid, sottolineando l’anticonformismo e la modernità delle sue posizioni sociali ed educative.
La triestina Donatella Ziliotto, editor straordinaria, è nota come autrice di storie per l’infanzia e per ragazzi e per aver diffuso, grazie alle Collane “Il Martin Pescatore” della Vallecchi prima e “Gli Istrici” della Salani dopo, una nuova letteratura pungente e stimolante. Ha anche introdotto in Italia molta della narrativa nordica più innovativa e raffinata. Tra gli 8 e i 17 anni, la Ziliotto ha tenuto dei diari, quaderni in cui riportava fatti, sensazioni, impressioni della sua vita di bambina e di giovane donna. In quelle pagine si trovano la descrizione del mondo esterno in preda alla guerra ed i drammatici eventi che caratterizzavano l’epoca, ma anche il suo mondo interiore, emotivo di bambina. Nel suo diario, Pensa Giornalino! Diari di una bambina che amava i diari, pubblicato solo recentemente nel 2018, la Ziliotto tramanda la memoria storica del periodo bellico e post-bellico, vista attraverso lo sguardo di una bambina, in una Trieste che tornò a riunificarsi all’Italia solo diversi anni dopo.