Abstract
L’ampliamento delle possibilità conoscitive ed esperienziali insito nella complessità sociale e culturale contemporanea apre uno spettro sempre più ampio di alternative esistenziali. Questo comporta la necessità di sostenere e rafforzare in uomini e donne la capacità di fronteggiare produttivamente le difficoltà di scelta per immaginare e costruire il proprio progetto esistenziale. Una capacità che va sorretta attraverso l’educazione. Più esattamente, nello specifico di questo contributo, attraverso la predisposizione di contesti educativi, interpretati alla luce della “resilienza trasformativa”, intesi a sorreggere «la biologica tensione adattiva e riadattiva dell’intelligenza di fronte alle trasformazioni dell’esistente, ai fallimenti, alle frustrazioni» (Pinto Minerva. 2003, p. VII) e a generare nuovi modi di pensiero, di immaginazione, di creatività.