Abstract
La pratica del canto di insieme nell’infanzia e nella fanciullezza è caratterizzato da una duplice valenza: da una parte rivolto ad obiettivi di sviluppo di competenze musicali, dall’altra essa risponde ad obiettivi formativi che riguardano l’integralità dell’uomo e l’importanza di sviluppare mente e personalità in una visione olistica (Martini & Lamacchia, 2007, p. 461; Somigli, 2013, p. 21).
La valenza del canto di insieme, pertanto, non può essere ridotta al mero ambito musicale, poiché tale pratica comprende un ampio spettro di funzioni formative: nelle Indicazioni Nazionali (2012, p. 62) si elencano funzioni cognitivo-culturali, linguistico-comunicative, ma anche afferenti all’emotività e all’affettività, all’identità e alla relazione, nonché funzioni interculturali e critico-estetiche. Il canto in forma corale risponde perciò a una finalità sia didattico-disciplinare che educativa: infatti attraverso il canto “si sviluppano le capacità di attenzione, ascolto e rispetto dell’altro, inoltre si favoriscono sia la percezione di un’individualità e originalità data dalla propria voce, sia l’accoglienza e la socializzazione nei confronti dell’altro” (Acciai, 2008, p. 35).