Abstract
Il presente lavoro è focalizzato sulla valutazione d’impresa, con specifico riguardo a quei processi che si avvalgono delle grandezze contabili quali variabili di determinazione. Particolare enfasi verrà dedicata al ruolo che i valori di bilancio rivestono nel guidare le scelte di investimento sui mercati finanziari.
Si tratta di un tema che suscita grande interesse, non solo da un punto di vista accademico, ma anche da un punto di vista squisitamente operativo. Come è noto, nel compiere una valutazione d’impresa, si provvede anzitutto alla raccolta di tutte le informazioni disponibili (le operazioni svolte, i prodotti e i servizi offerti, le competenze distintive, le opportunità di investimento, la posizione competitiva, ecc.) allo scopo di elaborarle e giungere ad una loro sintesi numerica che esprima il “valore”. A tal fine, il valutatore si serve di uno o più modelli di determinazione, secondo le specificità della situazione e le proprie inclinazioni e competenze.
La valutazione può essere di ausilio al management, all’interno dell’impresa, per decidere sulle opportunità di investimento che di volta in volta si presentano o, in aggiunta, può essere di supporto agli investitori, esterni all’impresa, per compiere le scelte di allocazione delle risorse sui mercati finanziari.
Nel presente scritto vengono effettuate alcune considerazioni sulle fondamenta teoriche del processo di valutazione e sulle questioni applicative sollevate dall’implementazione dei metodi di determinazione del valore.
Le pagine che seguono sono prevalentemente indirizzate ai lettori “meno esperti”, dottorandi o giovani ricercatori in particolare, con l’auspicio che possano risultare di aiuto nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza nell’avvicinarsi a tematiche legate alla valutazione e alla creazione di valore. Tale scelta risulta giustificata da una constatazione pratica. Nel corso di una consolidata esperienza di ricerca sui modelli di valutazione basati su dati contabili, l’attività accademica di chi scrive è stata parallelamente arricchita dalla diffusione didattica in occasione di seminari per studenti dei corsi di dottorato o giovani ricercatori. Nella preparazione del materiale didattico di supporto alle lezioni è stato osservato che, ad eccezione dei numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche specializzate, che trattano questo aspetto della letteratura di accounting, non è disponibile finora un testo che, organicamente e in maniera semplificata, tratti tali argomenti sia da un punto di vista teorico che applicativo.
Il presente scritto è un tentativo di soddisfare tale bisogno. Si propone di compiere una disamina degli studi condotti in un filone di ricerca che si è sviluppato esponenzialmente negli ultimi dieci anni, e che tuttora presenta una feconda opportunità per approfondimenti futuri. Si pone, dunque, come una sorta di “sillabario”, una guida per chi voglia muovere i primi passi in questo affascinante campo di ricerca nel modo più semplice possibile.
Il lavoro è organizzato come segue. Il capitolo primo è dedicato alla presentazione della tematica. Dopo aver introdotto i concetti di valore e di creazione di valore, si illustrano le fasi coinvolte in un processo di valutazione, al fine di delimitare i confini del fenomeno da studiare prima di esaminarne le singole componenti. Il capitolo secondo illustra in modo più approfondito i vari modelli di determinazione del valore, maggiormente diffusi, seguendo un approccio teorico-descrittivo. Partendo dal principio cardine della finanza, secondo cui il valore di un investimento è uguale al valore attuale dei flussi finanziari che sarà in grado di generare in futuro, si chiarisce come tale assunto si rifletta nella formulazione dei metodi analizzati.
Il capitolo terzo si propone di affrontare i risvolti puramente pratici della valutazione d’impresa. Avvalendosi di un esempio, il caso Luxottica Spa, si procede all’applicazione di ciascun modello discusso nel capitolo precedente. Vengono posti in evidenza i principali problemi di implementazione dei diversi modelli presentando le soluzioni cui gli analisti finanziari fanno maggiormente ricorso. Questa parte del lavoro fornisce una visione d’insieme del processo di valutazione, senza avere la pretesa di esaurirne tutti gli aspetti, per i quali si rimanda alla vasta ed autorevole letteratura specializzata sull’argomento.
Dopo aver passato in rassegna, nei capitoli secondo e terzo, i modelli di valutazione basati sui dividendi, sui flussi di cassa, sui multipli e sui dati contabili, la trattazione si focalizza sui modelli basati su dati contabili. Nei capitoli quarto e quinto vengono presentati i filoni sviluppatisi nella letteratura internazionale di accounting, che hanno specificamente investigato questo tipo di modelli negli ultimi decenni. Ripercorrere gli innumerevoli contributi forniti in letteratura è un compito non semplice, data la vastità della produzione; è per questo motivo che si è deciso di restringere ulteriormente il campo, privilegiando gli studi in cui i modelli di valutazione basati sulle grandezze contabili sono stati utilizzati per investigare la relazione tra i valori di bilancio e il valore dell’impresa, nella prospettiva dell’investitore azionario.
Sebbene nello svolgimento della trattazione si ricorra all’utilizzo di un gran numero di equazioni, è necessaria al lettore solo una conoscenza di base della matematica e della statistica. Pertanto, è richiesto uno sforzo minimo, anche nelle dimostrazioni matematiche, poiché il testo fornisce le spiegazioni necessarie alla comprensione del contenuto e del significato di tutte le espressioni impiegate. Il ricorso alle equazioni permette di presentare con pochi simboli alcuni dei concetti ritenuti più complessi. Esse permettono al lettore di individuare in modo chiaro le relazioni esistenti fra i vari fattori che influenzano la valutazione di impresa, ed avere immediatamente presenti concetti che altrimenti avrebbero richiesto pagine e pagine per essere sviscerati.