Abstract
Quale ruolo giocano le autorità regionali e locali nella governance europea? Svariati studi hanno cercato di rispondere a questa domanda senza, paradossalmente, prestare dovuta attenzione alle attività del Comitato delle Regioni (CDR). Istituito con il Trattato di Maastricht (1992) allo scopo di migliorare la legittimità delle politiche comunitarie attraverso il coinvolgimento delle autorità sub-statali nel processo decisionale dell'UE, il CDR ha avuto un cammino istituzionale travagliato, caratterizzato da molteplici criticità. Tuttavia, l'importanza di questo organo consultivo, generalmente considerata modesta, è stata recentemente rivalutata dal Trattato di Lisbona (2009), che ne prevede un rafforzamento della posizione istituzionale. Le novità introdotte dal Trattato, insieme ad altri progressi compiuti dal Comitato negli ultimi anni, indicano il raggiungimento di un traguardo importante non solo nel procedere del suo consolidamento, ma anche in termini di riconoscimento delle autorità regionali e locali quali interlocutori indispensabili nel processo politico decisionale europeo. Il volume illustra i successi e le difficoltà che si sono alternati nel percorso evolutivo del CDR, mettendo in luce l'insieme di relazioni formali e informali sviluppatesi all'interno e attorno ad esso, che hanno gradualmente portato ad una maggiore visibilità della causa regionale nell'agenda politica comunitaria.