Abstract
La sociologia della musica non può oggi esaurirsi nei contributi dei classici o di studiosi più recenti di tale specifica disciplina. Tali e tante sono state le modificazioni dei campi, delle forme di performance, della tecnologia, ecc., riguardanti le attività musicali che anche gli approcci metodologici richiedono una varietà prima non immaginabile. Per questo motivo i diversi temi trattati nel volume mostrano tagli e approcci differenti essendo accomunati solamente dal riferirsi a fenomeni sociali che si sono manifestati negli ultimi ottant’anni che riguardano in qualche modo la produzione di musiche, pur non esaurendo il loro senso negli aspetti specificamente musicali. La sociologia della musica, infatti, non può essere che sociologia di fenomeni sociali che sono anche musicali. Dall’insieme dei contributi qui raccolti il lettore può cogliere l’ampiezza, la varietà e la disomogeneità di quanto va sotto il nome di “musica”, la smisurata dimensione delle funzioni che ciò assume e, di conseguenza, la necessità di punti di vista diversi per affrontare le singole tematiche. Insomma, non di musica si deve parlare ma di fenomeni sociali che hanno anche, e in misura variabile, un aspetto musicale.