Abstract
L’idea è la seguente: per fare della buona comunicazione bisogna far intervenire delle sostanziali competenze psicologiche, ovvero un buon comunicatore deve necessariamente essere anche un buon psicologo (ma anche viceversa forse). Lo studio della comunicazione è un campo fortemente interdisciplinare. Nessuno mette in dubbio che la conoscenza delle organizzazioni economiche, politiche e sociali sia una componente fondamentale per gestire sensatamente la comunicazione. Inoltre mi sembra largamente accettato che buona parte delle competenze ritenute importanti per coloro che operano nel campo della comunicazione riguardi gli strumenti della comunicazione: il linguaggio naturale, come strumento principe, articolato nei vari linguaggi settoriali, i linguaggi artificiali, i vari codici visivi, iconici e simbolici che gli uomini utilizzano per scambiarsi informazioni. Questi mezzi si esprimono in varie forme di comunicazione socialmente ed economicamente rilevanti, come la pubblicità, la grafica, le arti, il teatro, i giornali, il cinema e la televisione. Tuttavia, il cuore di qualsiasi processo comunicativo è costituito dall’uomo. Per questo lo studio della comunicazione non può prescindere dallo studio dei processi cognitivi ed emotivi che ne stanno alla base. Lo studio della psicologia, accanto allo studio dei mezzi e del contesto socio-economico della comunicazione, fa parte delle scienze della comunicazione e delle scienze psicologiche. Questo libro è il prodotto di quest’idea di far interagire comunicazione e psicologia.